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MODELLO 112 SIAE DA SCARICARE

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    Il bollettino di dichiarazione SIAE, il cosiddetto modello H (che dal adesso è possibile infatti scaricare il PDF dal sito SIAE e stamparlo;. Tutta la modulistica SIAE relativa all'iscrizione ai servizi e al deposito delle opere: in questa sezione trovi i documenti, le domande e i modelli SIAE per tutte. Le opere straniere possono essere dichiarate da Editori iscritti alla SIAE in qualità di Sub-Editori, Bollettino di dichiarazione (Modello ), completo dei dati di tutti gli Aventi Diritto dell'opera elaborata oltre che come compilare il bollettino. Nuovo Bollettino di Dichiarazione cartacea Modello H procedura online per pre-compilare il bollettino di dichiarazione ed inviare sempre depositate presso Società Consorelle all'atto dell'iscrizione alla SIAE da parte.

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    Limitazione di mandato. Domanda di adesione Editori, Cessionari, Concessionari, Produttori. Domanda di adesione Eredi. Dichiarazione Sostitutiva Atto di Notorietà. Delega che Include Facoltà di Incasso. Delega Limitata ai Fini Amministrativi. Domanda di estensione di tutela.

    Fra gli altri studi in argomento anche Aurelio Mirone diede atto che normalmente le società di gestione collettiva, anche in Europa, si trovano in situazione di monopolio; per questo autore la presenza di più società di collecting comporta un aumento dei costi di transazione dell'intero sistema. Alcuni enti, come la FIMI , chiedevano che venisse modificato l'articolo in favore di un mercato più concorrenziale. A modifica sopravvenuta, il Presidente del Comitato consultivo permanente per il diritto d'autore presso il MIBACT Paolo Marzano, ricordando che la precedente liberalizzazione del mercato dei diritti connessi "ha prodotto più problemi di quanti non ne abbia risolti" e ha sottolineato l'importanza di mantenere gli iscritti "al centro dell'intermediazione", perché resti una loro attività [58].

    Il Parlamento europeo nel febbraio ha approvato la Direttiva cosiddetta Barnier - dal nome del suo promotore Michel Barnier , commissario Ue al mercato interno - che regolamenta il diritto d'autore sottolineando che i creativi possono affidare la tutela dei propri diritti alla Società di gestione collettiva di diritti d'autore che preferiscono all'interno dell'Unione europea mirando all'introduzione di sistemi di licenza su base multi-territoriale.

    La Direttiva Barnier [59] recita: " i servizi di gestione collettiva di diritti d'autore e di diritti connessi dovrebbero consentire a un titolare dei diritti di poter scegliere liberamente l'organismo di gestione collettiva cui affidare la gestione dei suoi diritti, sia che si tratti di diritti di comunicazione al pubblico o di riproduzione, o di categorie di diritti legati a forme di sfruttamento quali la trasmissione radiotelevisiva, la riproduzione in sala o la riproduzione destinata alla distribuzione online, a condizione che l'organismo di gestione collettiva che il titolare dei diritti desidera scegliere già gestisca tali diritti o categorie di diritti ".

    Il promotore della direttiva ha spiegato che questa norma rafforza e migliora in generale la governance e la trasparenza delle società di gestione collettiva dando ai titolari dei diritti la possibilità d'essere anche più coinvolti nel processo decisionale. Il Presidente dell'Authority della Concorrenza - Giovanni Pitruzzella - ha sottolineato che "la direttiva non impone il pluralismo, ma lo presuppone: è la filosofia di fondo secondo cui il titolare dei diritti deve avere liberta' di scelta sia sulle opere da fare gestire sia sull'estensione geografica di tale gestione.

    Proprio questa liberta' di scelta porta all'apertura dei mercati e da' agli autori la facolta' di varcare i confini nazionali e affidare a societa' estere la gestione dei diritti d'autore".

    La SIAE, insieme all' Autorità per le garanzie nelle comunicazioni , al fine di prevenire ed accertare le violazioni del diritto d'autore, vigila:.

    Agli associati è attribuito il diritto di candidarsi e di votare per l'elezione degli Organi Sociali della società, e quindi del Consiglio di Gestione e del Consiglio di Vigilanza; devono inoltre pagare un corrispettivo annuo, a differenza dei mandanti che si possono iscrivere alle Sezioni Musica, DOR e Lirica, Cinema e Olaf, come chiunque altro che devono rinnovare la tutela delle proprie opere ogni quattro anni.

    Gli autori, editori, concessionari che non hanno la cittadinanza di un Paese dell'Unione Europea possono far tutelare le loro opere alla SIAE, ma non possono associarsi: sono obbligati a stabilire un mandato. I minori di 31 anni possono iscriversi gratuitamente fino al 31 dicembre dell'anno di compimento di quell'età. Secondo il comma 2 dell'articolo 11 dello Statuto Siae, ogni associato ha il diritto ad esprimere, durante le deliberazioni assembleari, almeno un voto, più un voto per ogni euro di diritti d'autore percepiti in qualità di associato.

    Sempre da Statuto gli associati partecipano con un numero minimo di autori ed editori espressamente previsto al Consiglio di Sorveglianza, e sono rappresentati nelle previste forme in seno a cinque commissioni consultive che si esprimono sui criteri di ripartizione, sulle misure dei compensi per l'utilizzo delle opere e altre funzioni istruttorie e consultive.

    Gli autori associati hanno la facoltà di registrare le proprie opere con uno pseudonimo o un nome d'arte. Per proteggere un'opera musicale tramite l'intermediazione della SIAE è necessario, come per le altre opere d'ingegno, che l'autore sia iscritto presso la SIAE. Per depositare un brano musicale, è necessario presentare il bollettino di dichiarazione [65] con allegato uno spartito dell'opera completo della parte letteraria e almeno della linea melodica della parte musicale.

    Se l'opera non è trascrivibile come nel caso della musica elettronica o, in casi eccezionali, di opere di musica sinfonica o da camera [66] è sufficiente depositare una registrazione. Sia sullo spartito che nel bollettino devono essere presenti i nominativi di tutti gli autori con la specifica indicazione del loro rispettivo apporto creativo. La rete internazionale di Società di Autori in rapporti con la SIAE permette la tutela di opere protette anche al di fuori dell'Italia.

    Le Società incassano i proventi secondo le loro tariffe, ne deducono la loro provvigione e trasmettono il resto alla SIAE, che provvede a ripartire presso gli aventi diritto autori, esecutori, produttori discografici ecc.

    La SIAE gestisce per conto dei rispettivi detentori i diritti di utilizzazione economica o patrimoniali. Per depositare le opere l'autore deve presentare alla SIAE una domanda con la richiesta di deposito, firmata da tutti gli autori, e una copia inedita della stessa. Per gli iscritti il deposito di opere è gratuito. Per le opere non riproducibili su carta la firma dovrà essere apposta anche sul supporto contenente l'opera. Inoltre, occorre presentare la ricevuta di pagamento dell'importo di deposito.

    Il deposito non è obbligatorio in quanto il diritto d'autore, per la convenzione di Berna , sussiste sin dalla creazione dell'opera e quindi possono essere usati altri mezzi per la dimostrazione della titolarità dei diritti. Secondo l'articolo bis l'unico caso di obbligatorietà della sottoscrizione è per gli enti che ritrasmettono opere via cavo una tecnologia scarsamente utilizzata in Italia.

    Non è quindi compresa la radiodiffusione, sia essa fonica o televisiva. Dal punto di vista del diritto d'autore, le case discografiche sono utilizzatori di opere musicali a scopo commerciale, mediante la loro incisione, riproduzione e messa in commercio. Dato il ruolo della SIAE in quanto intermediario, il produttore discografico a cui spettano i diritti di natura economica secondo l'articolo 72 della Legge 22 aprile , n.

    Nel caso in cui la stessa azienda si occupi sia di produzione discografica sia di edizioni musicali, essa da una parte dovrà versare le royalties come si è descritto sopra, dall'altra sarà beneficiaria di parte di quelle royalties in quanto associata alla SIAE l'editore è proprietario dell'opera secondo quanto stipulato nei contratti con gli autori, ed è quindi uno dei titolari dei diritti.

    Secondo l'art. Siae ripartisce il provento fra le collecting societies ad esempio SCF , PMI , Itsright , Audiocoop , e altri , che fungono anch'esse da intermediarie e che a loro volta ripartiscono i proventi agli aventi diritto [77]. Ai sensi dell' articolo bis [83] della Legge 22 aprile , n.

    Sono escluse dall'ambito di applicazione del contrassegno le categorie di supporti contenenti programmi per elaboratore:.

    Il prezzo di ogni singolo contrassegno è di 3,65 centesimi di Euro distribuzione normale o 1,81 centesimi di Euro distribuzione gratuita o abbinata a pubblicazioni in vendita senza maggiorazione del prezzo usuale.

    Dal punto di vista tecnico, il bollino è difficilmente riproducibile è un ologramma con particolari non rilevabili a occhio nudo , difficilmente rimovibile se rimosso diventa inutilizzabile e riporta le seguenti indicazioni:. Questa regola, non essendo stata comunicata in via amministrativa dallo Stato Italiano all'Unione Europea, non è rilevante penalmente nei confronti dei privati, che non appongono il contrassegno sui supporti [87].

    Nel , con una decisione del Tribunale di Cesena, non solo è stato assolto un imprenditore a cui era stata contestata la commercializzazione in Italia di Cd-Rom privi del bollino [88] , ma addirittura un editore italiano ha ottenuto dal Tribunale di Roma un decreto ingiuntivo per 1,2 milioni di euro a carico della SIAE quale rimborso per quanto versato tra il e il per acquistare i bollini da porre sui supporti che diffondeva in allegato alle proprie riviste cartacee [89].

    Successivamente, il Decreto del Presidente del Consiglio dei ministri della Repubblica Italiana 23 febbraio , n. Tale decreto presenta molti punti controversi, infatti l'entrata in vigore del DPCM innescherebbe una serie di problematiche di ordine strettamente pratico, che potrebbero costringere all'illegalità una serie di attori del mercato.

    Ci sono aziende che, sulla base del pronunciamento europeo e sulla base della sentenza con cui la Cassazione nella primavera del ha stabilito la non opponibilità della vidimazione, hanno richiesto e ottenuto dalla SIAE di operare senza apporre ai supporti il contrassegno. IL DPCM ha efficacia retroattiva e non prevede alcun periodo di transizione che consenta a questi attori di adeguarsi al nuovo quadro normativo.

    Questi soggetti dovrebbero fare richiesta alla SIAE per ottenere i contrassegni, dovrebbero attendere una manciata di giorni tra i 10 e i 40 per ottenerli, dovrebbero provvedere ad apporli. Nel frattempo si troverebbero a violare la legge.

    La SIAE, di intesa con il Ministero per i beni e le attività culturali , promuove studi e iniziative volti ad incentivare la creatività di giovani autori italiani e ad agevolare la fruizione pubblica a fini didattici ed educativi delle opere dell'ingegno diffuse attraverso reti telematiche. Come la generalità degli Enti di collecting, anche la SIAE ha le sue attività finanziarie caratterizzate dall'assenza di scopo di lucro [97] e dalla c.

    Non essendovi scopo di lucro [99] , il bilancio delle collecting non svolge la funzione di individuare il risultato distribuibile agli azionisti, come nelle società commerciali [].

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    Il conto operativo è da anni in perdita, di 27 milioni di euro nel solo e 26 nel [94] ; il risultato di esercizio è stato positivo di 1 e 3,5 milioni rispettivamente grazie a operazioni finanziarie. Quanto al diritto d'autore e copia privata, SIAE nel ha riscosso milioni di euro p.

    I risultati finanziari della SIAE sono stati oggetto di discussione. La SIAE è, secondo Sergio Rizzo e altri, in profondo dissesto a causa dell'elevato costo del personale, del fondo pensioni e del suo patrimonio immobiliare; [] alcune testate musicali preferiscono sottolineare invece il risultato finanziario positivo.

    L' Autorità garante della concorrenza e del mercato è intervenuta per approfondire aspetti controversi. Su richiesta dell'associazione locali da ballo l'autorità ha aperto una istruttoria basata sulla base dell'ipotesi che gli oneri imposti dalla SIAE siano molto più ingenti di quelli delle corrispondenti istituzioni estere. I radicali propongono da sempre l'abolizione del monopolio SIAE e in merito hanno presentato numerose proposte di legge.

    A fine aprile il cantante Fedez ha deciso di abbandonare la SIAE e di affidare la gestione dei suoi diritti d'autore a Soundreef. Secondo il cantante la Soundreef offre maggiore trasparenza rispetto alla SIAE e questo cambiamento potrebbe portare a un ripensamento legislativo riguardo al monopolio.

    Tale passo ha segnato comunque una liberalizzazione di fatto della gestione del diritto d'autore. Alle accuse, il capo della SIAE Gaetano Blandini ha risposto che la società rivale proporrebbe un minimo garantito solo a pochi e vincolerebbe gli artisti per più anni, tutte cose vietate dalla direttiva 29 della Comunità Europea [].

    Il fondatore di Soundreef, Davide D'Atri si dice tranquillo riguardo le accuse. Vi sono stati vari casi emblematici che hanno sollevato molte critiche, fra cui:. Altri progetti. Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.

    Disambiguazione — "SIAE" rimanda qui. Se stai cercando il servizio di manutenzione aeronautica dell' Armée de l'air , vedi Service industriel de l'aéronautique. Séance publique du 12 novembre Compte-rendu - resoconto della seduta pubblica del 12 novembre , ed. Si veda Rosmini, cit. Testo su WikiSource. URL consultato il 27 gennaio archiviato dall' url originale il 16 gennaio URL consultato il 27 gennaio Lgs 15 marzo , n.

    Siae , su leoniblog. URL consultato il 30 maggio URL consultato il 13 gennaio URL consultato il 13 febbraio URL consultato il 24 giugno URL consultato il 25 ottobre archiviato dall' url originale il 2 novembre In questi ultimi anni stiamo assistendo allo scontro tra forze conservatrici ed innovatrici, scontro incentrato sul sistema dei diritti di proprietà intellettuale. Da un punto di vista piu' ampio e slegato dall'ambito della produzione musicale, lo sviluppo tecnologico che ha reso la copia di un'opera estremamente economica rappresenta un enorme progresso per l'intera umanità.

    Sappiamo tutti che quando erano gli amanuensi a copiare i libri la diffusione della cultura era limitata, mentre con l'abbattimento dei costi il grado di cultura e di progresso dell'umanità è aumentato esponenzialmente. Quello della cultura e della diffusione delle conoscenze rappresenta oggi l'ambito dove maggiori sono le opportunità offerteci dallo sviluppo della tecnica.

    Non dimentichiamo che un autentico e globale accesso al sapere costituisce una delle migliori vie per affrontare finalmente con successo il problema della povertà e del sottosviluppo in vaste aree del nostro pianeta. Infatti non c'è alcun dubbio sul fatto che il livello di democrazia di una organizzazione sociale sia determinato dalla presenza di "regole di inclusione", mentre le "regole di esclusione" sono il sintomo di sistemi scarsamente democratici.

    Come già abbiamo potuto intuire da queste prime righe la materia e' molto complessa, anche a causa dell' intreccio dei piani su cui si muovono le attuali logiche economiche, politiche e giuridiche. Sarà opportuno capire soprattutto fino a che punto si spinge l'industria musicale e che tipo di rapporti ha con le industrie confinanti.

    Questo è un tema fondamentale non solo per tentare di quantificare l'esatta consistenza economica dell' industria musicale, ma anche e soprattutto per capire che ruolo giocano gli attori dei mercati musicali autori,. Ormai è sotto gli occhi di tutti la strategia commerciale di colossi come la Apple, contemporaneamente fornitore di servizi iTunes Store e di prodotti iPod, iPhone, ecc. Altrettanto ovvio che i guadagni generati dalla vendita di file mp3 sono infinitamente piu' bassi di quelli generati dalla vendita dei lettori.

    Lo stato attuale delle cose ci spinge a porci alcune domande: visto il crescente business della musica online, che si è sviluppato in modo autonomo sfruttando un ritardo legislativo e bypassando di fatto le società di collecting, è giusta e conveniente la svalutazione del diritto di proprietà a vantaggio dei più svariati diritti di accesso?

    In quest'ottica si innesta l'argomento di questa tesi: in un' epoca dove la musica è diventata il fulcro e il valore aggiunto di ogni attività online come si stanno comportando le principali società di gestione e tutela dei diritti d'autore in Italia e in Europa?

    Quali sono le direttive e le linee guida dell' Unione Europea? Quali sono i nuovi ed emergenti modelli di business che si stanno imponendo sul mercato, sfruttando il vuoto. Per comprendere appieno l'argomento della tesi e' importante fare una breve analisi per individuare gli attori e le varie attività che fino allo scorso decennio hanno contribuito a far nascere e proliferare le economie della musica. Compositore della musica e, se presente, dell' Autore del testo letterario.

    Entrambi possono scegliere di essere tutelati da società come la SIAE Società Italiana degli Autori ed Editori , un ente pubblico economico a base associativa, preposto alla protezione e all'esercizio dei diritti d'autore.

    Bisogna specificare che la SIAE non crea diritti d'autore, ma si limita a tutelare coloro che intendano depositare volontariamente le loro opere presso questo ente al fine di vederne protetta la paternità e i correlati 4. Il deposito non è obbligatorio in quanto il diritto d'autore, per sua natura, sussiste sin dalla creazione dell'opera e quindi possono essere usati altri mezzi per la dimostrazione della titolarità dei diritti.

    Ovviamente i compositori avranno bisogno di professionisti che possano eseguire al meglio le loro composizioni, soprattutto nel momento della registrazione di una musica in uno studio di registrazione e, successivamente, per le esibizioni live. Questi professionisti sono chiamati Artisti Interpreti ed Esecutori. In questo caso possono venire in aiuto dei compositori alcune figure professionali che si occuperanno della commercializzazione e dello sfruttamento economico dell'opera, in accordo con i compositori e gli interpreti.

    Le figure piu' importanti sono sicuramente:. Editore Musicale: manager dell'opera creativa, cerca di sfruttarla al meglio.

    L'editore è un talent scout e un ricercatore di businness, e guadagna sfruttando il diritto d'autore. E' tutelato da società come la SIAE. Guadagna dalle utilizzazioni dell'opera. Per maggiore chiarezza ricordiamo che i Diritti Connessi sono quei diritti che si generano dal momento in cui un' opera musicale viene registrata, eseguita in pubblico da musicisti o trasmessa tramite radio, tv, internet, ecc.

    Distributore: distribuzione al dettaglio nei negozi reali e digitali iTunes, ecc. Guadagna ricevendo una percentuale sul prodotto venduto.

    I canali distributivi sono: 1. La SIAE raccoglie i proventi relativi al diritto d'autore e li distribuisce in base a delle quote di ripartizione a tutti gli aventi diritto, cioè gli autori, i compositori e gli editori. Come possiamo ben vedere, la SIAE è uno dei soggetti cardine del nostro "Sistema Cultura" , ovvio quindi che le decisioni prese su tariffe, 7. La SIAE è munita di un'organizzazione specifica per la tutela dei diritti d'autore, composta da circa circoscrizioni mandatarie con funzioni di sportello , 13 sedi regionali e 34 filiali, alle quali ricorrono molte produzioni italiane ed estere.

    Purtroppo in questi ultimi tempi gli associati rimproverano alla SIAE una grandissima inefficienza per quel che riguarda la raccolta dei diritti. Sono invece escluse dalla ripartizione le composizioni musicali eseguite per una durata inferiore ai 30 secondi o presenti in programmi musicali che presentano delle irregolarità nella compilazione da notare che basta mettere una lettera fuori da uno spazio perché il programma sia annullato e tutti i brani presenti vengano esclusi dalle ripartizioni per 6 mesi.

    In sintesi gli ispettori SIAE, campionando le famose serate prenderebbero nota dei pezzi più suonati in base a quale criterio vengano scelte le serate non è dato sapere, ma possiamo facilmente immaginarlo visto che i piccoli soci non possono controllare questi controllori. Si è cercato di in tale modo di porre un argine alla programmazione irregolare.

    Molti infatti dichiaravano di aver suonato brani che nella realtà non erano stati eseguiti. Prima del invece i proventi venivano ripartiti secondo un criterio analitico: la somma pagata per una esibizione tolta la quota dovuta alla SIAE era divisa equamente tra i brani eseguiti.

    A questo criterio analitico equo e uguale per tutti, si aggiungeva poi il criterio del doppio punto precedentemente spiegato. Forse sarebbe stato piu' utile accompagnare a tale nuovo criterio un maggior numero di controlli e una buona campagna di informazione e formazione su come compilare il programma musicale e sul perché compilarlo correttamente, oltre che indicare le sanzioni previste.

    Come abbiamo già accennato in precedenza, molti autori lamentano una drastica riduzione degli introiti SIAE a seguito dell'entrata in vigore di questa nuova metodologia di calcolo. In tutti e tre i casi, la gestione e la ripartizione del diritto. Purtroppo opporsi a questi metodi è di fatto impossibile: anche i soci infatti sono divisi in fasce a seconda del reddito, quindi di fatto saranno sempre i grossi autori ed editori ad avere piu' peso all'interno della società.

    Inoltre la Siae ha il monopolio e non si possono creare sistemi alternativi di collecting. Nemmeno essere iscritti ad una società estera aiuta, visto che da accordi internazionali la SIAE è autorizzata a gestire in Italia i repertori depositati in uno stato estero con le stesse modalità. Come se tutto quello detto finora non fosse già abbastanza, La SIAE acquisisce un compenso denominato Equo Compenso sui dispositivi di memorizzazione venduti in Italia.

    L'ammontare complessivo degli introiti da equo compenso viene stimato, da Confindustria e Assinform, in Anche in questo caso sarebbe auspicabile un' equa divisione estesa anche agli autori e compositori minori.

    Infatti, nel momento in cui un'opera artistica viene riutilizzata, sorge a favore degli artisti che hanno contribuito alla creazione dell'opera attori, cantanti, musicisti, direttori d'orchestra un diritto di riutilizzazione che deve essere remunerato. Il servizio che l'Imaie offre è simile a quello offerto dalla Siae ad autori ed editori, cioè incassare, per conto degli artisti interpreti ed esecutori, i proventi loro dovuti in seguito alla riutilizzazione delle opere da loro interpretate e, dopo aver individuato gli artisti aventi diritto a compenso, provvedere alla ripartizione a questi ultimi dei proventi riscossi.

    Non è in nessun caso necessario essere socio per poter ricevere il pagamento dei diritti: il compenso è infatti dovuto a tutti gli artisti indistintamente, siano essi soci dell'Imaie o meno.

    Ovviamente come sappiamo tutti, questo ente non è stato capace di raggiungere i suoi scopi societari, e infatti nel è stato dichiarato estinto dal Prefetto di Roma. L'istituto infatti è stato trovato in possesso Fatto ancor piu' grave è che l'istituto ha continuato ad incassare negli anni considerevoli cifre dagli utilizzatori pur sapendo che quei soldi non sarebbero stati redistribuiti agli artisti.

    Per renderci conto delle gravi mancanze dell'Imaie, basta analizzare i dati del 45 milioni di euro incassati e non redistribuiti, a cui si aggiungono 3 milioni di euro di interessi maturati in banca.

    In piu', analizzando i costi di gestione e gli incassi del solo , si è scoperto che l'istituto ha speso 29 milioni di euro per incassarne 30, e per di piu' da una manciata di utilizzatori Rai, Rti, Sky e pochi altri minori.

    Come abbiamo già visto in precedenza, nel l'Imaie viene dichiarato estinto per assoluta incapacità a perseguire i suoi scopi istutuzionali. In quel momento nelle casse dell'Imaie sono fermi oltre milioni di euro e i commissari liquidatori dichiarano che il passivo supera l'attivo, visto che all'improvviso sono comparse schede di oltre Ora tutti si chiedono: perchè l'istituto è stato chiuso se i soldi potevano benissimo essere redistribuiti?

    Perchè chiudere l'Imaie invece di farlo funzionare? Il Tar motiva le scelte dichiarando che l'istituto aveva una compagine gestionale inidonea e una legge inadeguata alla corretta redistribuzione dei proventi. Nel frattempo, nel , il governo decreta la nascita del Nuovo Imaie, confermando al loro posto tutti i vecchi dirigenti e funzionari, ed eleggendo di fatto l'istituto come unico.

    Il cosiddetto Nuovo Imaie, promette ora di essere piu' trasparente, fornendo agli artisti servizi online per sapere in tempo reale come e dove maturano i loro compensi, un accesso al sito web dove è possibile assistere a tutte le riunioni del comitato consultivo. In piu', in accordo con AFI e SCF, l'istituto ha costruito non solo una grande banca dati che consente pagamenti precisi e puntuali, ma ha stabilito anche i regolamenti che disciplinano le modalità di versamento e di rendicontazione dei compensi dovuti dai produttori fonografici agli artisti del settore musicale.

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    Questo fondo prevede il versamento di massimo euro una tantum al netto dell'iva e delle spese, erogati in proporzione al numero di opere edite alle quali si è contribuito in qualità di artista interprete esecutore e per le quali sono stati versati regolarmente tutti i contributi Enpals. SCF gestisce i contratti per l'utilizzo del repertorio discografico nazionale e internazionale pubblicato in Italia e attraverso il rilascio di un'unica licenza permette la diffusione in pubblico del repertorio musicale delle case discografiche rappresentate, nonché di effettuare le copie tecniche funzionali all'utilizzo.

    Le direttive dell'Unione Europea e la legge sul diritto d'autore italiano riconoscono e tutelano sia i diritti degli autori che compongono i brani gestiti da Siae , sia i diritti dei produttori che realizzano le registrazioni musicali i diritti discografici.

    SCF gestisce i diritti per la maggior parte delle occasioni in cui viene diffusa in pubblico musica registrata, sia in formato audio sia video, appartenente al repertorio delle imprese discografiche rappresentate. Bar, ristoranti,alberghi, esercizi commerciali, con musica in diffusione.

    Il Consorzio si occupa, inoltre, di alcuni dei diritti legati alle forme di utilizzo di musica attraverso Internet e le nuove tecnologie. L' SCF è uno dei soggetti formalmente legittimato alla raccolta dei compensi per i diritti discografici. La diffusione in forma pubblica di Ovviamente anche l' SCF presenta notevoli disfunzioni: innanzitutto nella pratica il legislatore non ha ancora stabilito nell'ordinamento civile alcun riferimento a questo consorzio nè conferisce i poteri per effettuare tale prelievo a questi fini.

    La legislazione non chiara ha permesso il susseguirsi di situazioni di disinformazione sull'argomento con diverse fazioni schierate a favore o contrarie.

    Alcune associazioni di categoria hanno intrapreso diverse azioni legali che tuttora non risultano ancora concluse e molti esercizi commerciali di fatto non hanno pagato l' SCF e sono attualmente in causa con il Consorzio.

    Tra le varie motivazioni infatti si nota l' ambiguo comportamento di SIAE e SCF in materia di diritti connessi e dall'obiettiva incertezza sull'esatta interpretazione della normativa di settore: molti lamentano di essere costretti a pagare due volte la stessa tassa, una delle quali senza un giustificato motivo. I vari esercizi commerciali per diffondere musica già pagano la SIAE per realizzare la cosiddetta copia tecnica dei fonogrammi regolarmente acquistati , e questo pagamento è comprensivo anche della percentuale destinata al pagamento dei diritti connessi, i quali poi dovrebbero essere ripartiti da SCF agli aventi diritto, senza ulteriori esborsi in denaro.

    Le motivazioni sono quelle di favorire la creazione di nuove imprese nel settore della tutela dei diritti degli artisti interpreti ed esecutori, favorendo lo sviluppo di maggiore competitività nel settore e di conseguenza maggiore efficienza nella gestione, nonchè maggiore partecipazione e controllo da parte dei titolari dei diritti.

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    Ovviamente non è comprensibile perchè si sia dato il via libera alla creazione di nuove società di gestione del diritto connesso, lasciando il monopolio del diritto d'autore alla Siae. Il copyright in Europa La gestione del copyright in Europa è diversa da stato a stato.

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    In teoria, ciascuno dei due principali modelli monopolio legale e regime di libera concorrenza presenta propri vantaggi e svantaggi. Tuttavia, lo spirito corporativo che sembra inevitabilmente. La PRS for Music conta Di conseguenza la società inglese ha redistribuito 13,5 milioni di euro in più ai suoi associati. Potremmo quindi misurare il tasso di efficienza della Siae facendo riferimento ai soli proventi ricavati dalla vendita delle licenze.

    Cifre estremamente contenute, rispetto alla quota imposta dalla Siae ai suoi iscritti, pari a circa euro di registrazione cui si aggiunge la quota annuale pari a circa 92 euro per gli autori e euro di registrazione, piu' quota annuale di euro per gli editori. Il conferimento di un mandato quadriennale alla Siae comporta, infatti, una spesa per gli autori pari a circa euro, che equivale ad un importo annuale di circa euro. Per gli editori invece il mandato comporta una spesa di euro circa per la tassa istruttoria, più un corrispettivo annuo di euro.

    Sorge il dubbio che gli alti costi di iscrizione siano la diretta conseguenza del carattere corporativistico della Siae, Come se non bastasse, le licenze concesse dalla Siae sono talvolta più costose di quelle rilasciate dalle collecting society nel Regno Unito.

    A questo si aggiunge il pagamento di compensi alla SCF in proporzione al numero di ingressi. A queste quote va aggiunto un costo annuo una tantum pari a circa 92 sterline euro ogni mille persone, ma facendo la somma, il divario resta enorme: una discoteca italiana, supponendo che mediamente ogni cliente spenda tra biglietto di ingresso e consumazioni 20 euro, dovrebbe versare alla Siae dai ai euro, a cui si aggiungono i compensi dovuti alla SCF 69 euro circa per ogni serata, a prescindere dal numero di ingressi.

    Un pub più piccolo, in una serata in cui riceve un centinaio di clienti per un incasso di euro, dovrebbe corrispondere in Italia euro alla Siae e 10 euro alla SCF, mentre in Gran. Invece la flessibilità che caratterizza il mercato inglese porta le varie società a ricercare le soluzioni più efficienti, a specializzarsi in un preciso ambito e ad innovare i propri servizi adeguandoli alle esigenze del mercato.

    Ora, la specializzazione per categoria di soggetti tutelati porta anche alla costituzione di monopoli di fatto nei diversi settori del mercato. Tuttavia, non si tratta di monopoli legali, e questo è importantissimo, poiché la pressione del mercato è sempre avvertita: un peggioramento dei servizi da parte di una società renderebbe la propria quota di mercato appetibile ai competitor specializzati in ambiti affini o potrebbe attirare nuovi soggetti. Infatti in Gran Bretagna esistono numerose associazioni che per ora rappresentano le varie categorie di artisti e che di fatto costituiscono La Musician Union, ad esempio, riunisce circa 30 mila musicisti ed offre loro servizi di consulenza di ogni tipo, servizi di carattere previdenziale ma anche di intermediazione nei rapporti con radio e tv interessati alla messa in onda delle performance degli iscritti.

    La contiguità con il core business della PRS for Music è evidente e si traduce in una pressione competitiva esercitata nei confronti del monopolista di fatto. Anche gli utilizzatori del repertorio tutelato hanno spesso motivo di lamentarsi degli alti compensi richiesti ed anche qui il gap tra le tariffe applicate all'estero è evidente, basti pensare che i costi complessivi sostenuti dagli utilizzatori in Italia sono stati di milioni, contro il totale di 4 miliardi di euro del resto d'Europa.

    Appare ormai chiaro che la nostra società di collecting manca di efficienza, specializzazione, dinamismo, flessibilità, accessibilità dei servizi, tutte caratteristiche che la presenza di un monopolio di stato e l'assenza di concorrenza potranno difficilmente garantire.

    La SIAE pare non reggere il confronto nemmeno con altre società europee che operano in una situazione di monopolio, che sia esso legale o di fatto costituito con il rilascio di una singola autorizzazione. I DPI hanno il compito di proteggere, nel nostro caso, gli autori, i compositori, i musicisti e tutti coloro che si sono adoperati nella creazione di un bene che, seppur immateriale, ha un valore e riesce a generare un'economia.

    Non a caso una delle entrate piu' importanti di un privato o una azienda che opera in campo culturale è quella generata dal proprio portafoglio di DPI. Soldi che vengono poi riutilizzati per sostenere attività culturali e progetti discografici, generare redditi e soprattutto reinvestire in creatività e sviluppare nuove opportunità di mercato. Ormai viviamo in un'epoca in cui la rapidità del processo tecnologico sta modificando il modo in cui si creano, diffondono e consumano i prodotti culturali: grazie al web si stanno sviluppando nuovi modelli di businness e quelli tradizionali si stanno pian piano adeguando al veloce cambiamento, nuovi operatori economici e società di servizi si affacciano prepotentemente sul mercato e a loro volta i consumatori stanno modificando il modo in cui interagiscono con il mercato stesso.

    Per questi motivi sarebbe giusto e conveniente sviluppare un sistema Lo scopo è quello di ricompensare in modo adeguato gli sforzi creativi, incentivare la produzione e la promozione di cultura in tutta la comunita'. A tutto questo bisogna aggiungere che già dal si sapeva che dal Appare quindi subito chiaro come una corretta gestione del diritto d'autore possa stimolare la creazione di contenuti creativi.

    Ovviamente il potenziale economico dei diritti di proprietà intellettuale dipende da quanto i relativi propietari siano in grado di concedere in licenza contenuti creativi e di offrire prodotti e servizi sempre nuovi e di qualità ai potenziali consumatori.

    Dall' altro lato i fornitori di musica online attualmente sono costretti ad espletare molteplici procedure, a volte complesse, per ottenere i diritti di distribuzione dei contenuti su piu' territori.

    I primi avrebbero i giusti incentivi per la creazione e l'investimento, i secondi potrebbero sperimentare modelli di businness piu' creativi e remunerativi, il tutto a vantaggio dei terzi, che avrebbero accesso ad una piu' ricca varietà di prodotti, servizi ed espressioni culturali.

    Insomma, un beneficio alla società nel suo insieme. Infatti lo sviluppo di nuove tecnologie per la Un altro grosso problema riguarda la riduzione dei costi di gestione e la certezza che il diritto venga rispettato. Da tutto questo si evince l'importanza di introdurre un regime che sia capace di ricompensare adeguatamente i creatori di contenuti in modo equo e snello senza dimenticare mai il non meno importante diritto all'accesso.

    Purtroppo fino ad ora il grosso progresso tecnologico non ha assicurato ai titolari dei diritti e ai consumatori di avvantaggiarsi delle opportunità offerte dal web. Data infatti la disponibilità immediata di contenuti online che possono essere fruiti dagli utenti, gli autori, gli editori e i produttori si aspettano un equo compenso per l'uso delle loro opere. C'è bisogno quindi di regole certe per quanto riguarda la ripartizione di tutti i diritti d'autore e connessi, e contemporaneamente potenziare e migliorare i servizi online per i consumatori.

    Accanto infatti ai vecchi modelli di distribuzione come il supporto fisico, le trasmissioni radiofoniche e televisive e le sincronizzazioni, si affiancano altri tipi di diffusione "virtuale" come l'inserimento delle opere su specifiche piattaforme web, i cosiddetti "aggregatori di contenuti", che fungono ormai da veri e propri distributori virtuali in un mercato virtuale di opere "reali".

    L'Unione Europea si sta già muovendo su questo fronte proponendo varie soluzioni come la creazione di "broker europei" in grado di gestire licenze e incassi a livello multiterritoriale in concomitanza di una revisione generale del diritto d'autore e dei diritti connessi e la riscrittura delle regole con cui vanno amministrati, pagati e concessi in licenza tali diritti. Insomma, regole uguali per tutti e di conseguenza di piu' facile comprensione e controllo.

    Grande importanza è data allo sviluppo di basi dati online condivise che potrebbero aiutare ad individuare i titolari dei diritti e a promuovere lo sviluppo di infrastrutture per la concessione di licenze. Questo permetterebbe anche di distribuire le royalties in modo uguale in tutta Europa ai titolari dei diritti, facilitando anche la mobilità dei repertori tra i vari stati.

    Infatti, uno degli aspetti piu' innovativi del web, tipico delle reti sociali, e la possibilita' data agli utenti di caricare contenuti online e condividerli con la comunità.

    Contenuti che in molti casi sono creati dagli utenti utilizzando materiale coperto da copyright, ma non per scopi commerciali. Una forma di creatività questa che va comunque tutelata, creando delle regole chiare e semplici che permettano agli utenti di usufruire di un sistema di autorizzazioni semplice ed efficiente e contemporaneamente retribuire i titolari dei diritti nel caso in cui il contenuto creato dall'utente generi in qualche modo un guadagno per l'utente stesso.

    Quindi, anche in questo caso bisogna adoperarsi per trovare un giusto equilibrio tra i diritti dei creatori e il rispetto per le nuove forme di. Non vanno inoltre dimenticati i cosiddetti artisti interpreti esecutori, professionisti con un ruolo fondamentale nella creazione di contenuti che il piu' delle volte non sono riconosciuti come tali e di conseguenza non vengono ricompensati per il loro contributo creativo. E non è difficile rendersi conto che una parità di condizioni tra gli autori e gli interpreti possa non solo incoraggiare nuovi talenti ad intraprendere una carriera nel campo della musica, ma giovare anche ai produttori, che potranno investire di piu' in gruppi musicali emergenti.

    Sanno cos'è il diritto d'autore? Le nuove generazioni, quando scaricano illegalmente contenuti protetti dalla rete, sono coscienti che stanno commettendo un reato?

    Hanno percezione di cosa sia il copyright? Questo è un problema che riguarda soprattutto le nuove generazioni i cosiddetti "nativi digitali" , nate con Internet e abituate al download di contenuti gratuito tramite siti "pirata". In questa ultima decade il vuoto legislativo ha permesso infatti il proliferare di centinaia di siti e software che permettono la condivisione e il download illegale di contenuti da Napster.

    Dopotutto, i files si trovano in rete e nessuno vieta il Purtroppo nessuno degli utenti riesce a percepire l'impatto socioeconomico negativo della pirateria e considera il copiare e diffondere opere protette da copyright, nel migliore dei casi, un gesto non corretto nei confronti dell'autore, ma non un illecito.

    La soluzione a tutto questo sta nell'educazione. Infatti l'unico modo per far comprendere a giovani e adulti l'importanza del diritto d'autore è che essi stessi siano autori.

    Rockol - sezioni principali

    In questo senso le scuole e le università dovrebbero incentivare la creatività, proprio per mettere gli studenti nelle condizioni di pensare che un opera creativa richiede tempo, studio, fatica, investimenti, e che quindi non necessariamente debba essere diffusa gratuitamente senza aver mai la possibilità di rientrarci con le spese o di realizzarci un guadagno.

    Infatti spiegare cosa accade a colui che ha creato l'oggetto culturale e poi vede il suo lavoro prelevato gratuitamente da tutti è compito di una società civile che è convinta della dignità e parità di tutti i lavori. Inoltre tutti i sondaggi rivelano che lo scambio. Cio' equivale a dire che il problema è radicato. Tutto questo non fa che riportarci all'inizio del discorso, alla necessità di raggiungere a livello legislativo un bilanciamento tra tutela delle opere di ingegno e garanzia della libera circolazione della conoscenza e del sapere, un giusto equilibrio tra diritto di proprietà e diritto di accesso.

    E' necessaria una tutela giuridica certa ed efficace, sostenibile e capace di adeguarsi ai tempi, semplice e chiara nella definizione dei soggetti, delle forme creative tutelate e delle metodologie di tutela, il tutto per garantire una piu' giusta retribuzione, concorrenza e crescita culturale e umana del consumatore.

    Visto il crescente valore della nuova economia basata sulla conoscenza, possiamo ben supporre che gran parte del valore delle imprese europee risiederà in futuro nella commercializzazione di beni immateriali, e in quest'ottica la propietà intellettuale rappresenta proprio il capitale che alimenterà questa economia. Regole e utilizzi piu' efficienti dei diritti di proprietà intellettuale sono quindi essenziali per un modello di businness di successo. Questa tecnologia permette di espletare le tipiche funzioni del sistema dell'industria discografica in modo nuovo e diverso.

    Al momento il web e i files fonografici stanno favorendo la nascita e la sovrapposizione di tantissimi modelli di businness, facendo emergere nuove professionalità che vanno ad oscurare quelle tradizionali, sebbene ad oggi la maggior parte dei modelli di businness sia ancora legata ai tradizionali principi e regole che riguardano il diritto d'autore e il copyright.

    Andiamo quindi ad analizzare alcune funzioni che stanno assumendo sempre maggior rilievo per le economie e le strategie del comparto fonografico.


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